“Abbaiare stanca”di Daniel Pennac

Il cane, migliore amico dell’uomo, cosa faremmo senza di lui? E cosa farebbe, lui, senza di noi?

Per averne una minima idea consiglio di leggere Abbaiare Stanca, storia di Il Cane.
Abbaiare stanca è uno dei libri nati dalla mente di Daniel Pennac, scrittore francese nato in Marocco, autore di grandi libri, ad esempio “Come un romanzo”, “la Fata Carabina”, “Il Paradiso degli orchi”, “Diario di scuola”, “L’occhio del lupo” e molti altri; pubblica questo libro che racconta le avventure (perlopiù disavventure) di quello che  definisce “Il Cane” nel 1982, dalla casa editrice Salani nella collana delle Istrici.

Questo romanzo, di genere avventuroso ma anche drammatico, ambientato in Francia, più precisamente a Nizza e a Parigi negli anni 80-90, racconta di “Il Cane”, che dopo una lunga ricerca di una padrona, verrà adottato da Mela, la sua padroncina, insieme ai “cattivi” genitori, il Muschioso e la Spepa.

Dovrà superare momenti difficili, lontano da Mela, ma vicino a grandi amici come lo Lanoso, che lo aiuterà in molti momenti.

Tra distacchi e riattacchi, Mela e Il Cane saranno per sempre migliori amici.

Altri personaggi importanti sono il Lanoso, cane che Il Cane conobbe in canile, e Muso Nero, cagna randagia che lo salvò da un secchio d’acqua in cui stava affogando appena nato; fu lei infatti ad insegnargli come stare al mondo.

Purtroppo un giorno venne schiacciata da una porta di frigorifero e Il Cane non la vide più.

Lo stile di Daniel Pennac credo che sia tra i miei preferiti: molto specifico nella descrizione dei luoghi e dei personaggi, in modo da far immaginare al lettore le scene come se fosse in un film!
Il linguaggio spesso utilizza parole non di uso comune, ma semplici da capire.

Tutto sommato non trovo neanche un difetto nello stile: lo apprezzo tantissimo, visto che a me piace molto immaginare di essere nel libro, guardando in tempo reale le scene, e rielaborarle per capire come si sentono i personaggi, come sono i luoghi… insomma, faccio finta di essere uno dei personaggi e di vivere le loro emozioni, e con Daniel Pennac è stato semplice!

Il libro trasmette un messaggio chiaro: se crediamo in ciò che stiamo facendo, ce la faremo! Ed inoltre ci ricorda che non bisogna mai, per nessun motivo, abbandonare gli amici.
L’ abbandono di Il Cane da parte dei genitori di Mela mi ha fatto riflettere sull’ importanza che ha un amico; per tornare da Mela Il Cane affronta un lunghissimo viaggio senza sosta (da Nizza a Parigi), per arrivare all’ appartamento dove abita Mela e, quando arriva, vede che per la sofferenza dovuta alla sua assenza, Mela aveva smesso di mangiare, proprio perché non riusciva proprio a stare senza di lui.
Questa vicenda mi ha toccata profondamente, facendomi capire che l’amicizia è tutto, e che per ritrovare un amico si deve essere disposti ad affrontare anche ciò che sembra impossibile; ma, se ci si crede, tutto andrà bene.

Inoltre il romanzo penso sia anche una “protesta” contro l’abbandono degli animali, tematica che mi fa provare tanta rabbia e dispiacere, perché impedire a un amico che ci vuole davvero bene, che farebbe di tutto per noi, di passare la sua vita felice assieme, è come privarlo di un pezzo del suo cuore.

Ecco, il libro per me dice anche questo.

L’elemento che mi è piaciuto di più è il finale, davvero originale: per vendicarsi dell’abbandono Il Cane ha distrutto l’appartamento della Spepa e del Muschioso, e io ( come Il Cane ) mi aspettavo che reagissero furibondi e che in qualche modo avrebbero ucciso Il Cane per liberarsene definitivamente. Invece, senza calcolare minimamente il caos che aveva creato, appaiono entusiasti nel vederlo, perché Mela in sua assenza aveva smesso di mangiare, e se non lo avesse più visto avrebbe continuato, fino a rimanere completamente denutrita.
Da lì tutto continuò ad andare bene, perché il Muschioso e la Spepa accettarono Il Cane.
Questa è la mia scena preferita perché la storia, dopo quasi tutti avvenimenti tristi, si conclude in modo felice e inaspettato, lasciando sempre un’ ultima sorpresa al lettore.

Ho apprezzato davvero tanto questa storia, che mi ha fatto riflettere su quanto ci vogliano bene i cani e quanto sia importante l’amicizia che abbiamo con loro.
Penso sia uno dei libri più belli e significativi che abbia mai letto, lo consiglio a chiunque, soprattutto a chi non conosce davvero il mondo dei cani, e lo sconsiglio a chi è particolarmente emotivo, perché il libro presenta molte scene tristi e che per chi ama davvero i cani potrebbero essere “forti”.

Correte a comprarlo e a imparare a scoprire l’importanza di un cane!

Recensione e one pager di Lisa Pedretti, 2 B S.S.1°G. 2025/2026

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