La Redazione de “Il Pensierista” in trasferta!

La Redazione negli studi di Primocanale
La Redazione nella sede genovese de La Repubblica

Cronaca del tour alla sede ligure de “La Repubblica” e agli studi televisivi di Primocanale!

di Francesca Mattia

Lunedì 20 aprile siamo andati in visita a La Repubblica e a Primocanale. Siamo partiti da Recco (in treno) alle 14:10 circa e siamo arrivati a Genova. Dopo aver percorso Via XX Settembre  siamo arrivati in Piazza Dante e siamo entrati negli studi di Primocanale, in un palazzo altissimo con trenta piani! Siamo entrati e, a gruppi, abbiamo preso un ascensore velocissimo e siamo subito arrivati al ventottesimo piano.

Ci ha accolto un signore che ci ha mostrato e spiegato delle cose, per esempio una stanza verde che quando i giornalisti vanno in onda possono mettere lo sfondo che vogliono. Abbiamo assistito ad alcune persone che andavano in quel momento in diretta. Dopo siamo andati in varie stanze, ci hanno fatto vedere un panorama bellissimo di Genova e poi siamo usciti per andare a La Repubblica.

La regia
La sala del green screen
Servizio in diretta
Intervista in diretta

La Repubblica è situata nello stesso edificio de Il Secolo XIX, in Piazza Piccapietra. Siamo entrati e abbiamo appoggiato le nostre cose dentro alcuni armadietti, abbiamo salito le scale e siamo entrati negli uffici della redazione de La Repubblica. Appena entrati, ci ha parlato il giornalista Alberto Puppo, che ci ha spiegato tantissimo.

Faccio un piccolo elenco di alcune cose che ci ha detto:

  • La sede principale di La Repubblica è a Roma
  • I giornalisti di Genova ogni mattina si riuniscono decidendo quali notizie pubblicare e si confrontano anche con con la sede di Roma
  • Una volta i giornalisti cercavano le notizie andando nei posti di polizia, nei pronto soccorsi e negli ospedali, ora non è più possibile per la privacy
  • Il giornalista deve sempre verificare le notizie
  • I giornalisti vorrebbero essere sempre i primi a pubblicare una notizia
  • Esistono giornalisti che sono specializzati a verificare le notizie
  • C’è la cronaca nera (omicidi, violenze, furti, incidenti e scomparse) e la cronaca bianca (vita cittadina e comunicazioni che riguardano l’amministrazione)
  • L’ultima cosa che si fa nel giornale cartaceo è la prima pagina
  • A volte i giornalisti aiutano nella risoluzione di casi, si parla infatti di inchieste giornalistiche
  • I supplementi dei quotidiani hanno moltissima pubblicità
  • Si dice “buco” quando non si pubblica una notizia importante riportata invece da un altro giornale

Dopo che ci hanno spiegato più o meno queste cose siamo usciti per dirigerci in stazione, per tornare a Recco. Questa è stata una bellissima esperienza che mi piacerebbe ripetere.

La vista dagli studi di Primocanale

Una bella accoglienza per i ragazzi e le ragazze de Il Pensierista: le nostre guide!

Ritratto di Andrea Boledi

“Il nostro cicerone Dario Vassallo”

di Andrea Boledi e Gabriele Ferrera

Lunedì 20 aprile siamo andati negli studi televisivi di Primocanale, in un palazzo gigantesco di 30 piani in cui lavorano giornalisti e altre persone.

Quando siamo entrati, siamo saliti su un ascensore in cui stavano circa sette persone e per questo lo abbiamo preso in gruppi diversi. L’ascensore però si muoveva velocissimo, 21 km all’ora. Arrivati al ventottesimo piano in pochi secondi, siamo usciti e abbiamo visto una porta di pesante legno scuro da cui si intravedevano delle rilassanti luci azzurrognole. Varcata la soglia, abbiamo capito che era l’ingresso dello studio televisivo. Ci ha accolti un signore alto con il codino, Dario Vassallo, giornalista storico di Primocanale, che ci ha mostrato i suoi colleghi al lavoro. 

Le pareti erano nere, ma c’erano tantissimi schermi
Il signor Dario ci ha detto di fare silenzio, perché si stava svolgendo un’intervista sul raduno degli alpini, che era trasmessa in diretta, infatti la potevamo vedere sia dal vero, sia sugli schermi che erano intorno a noi.
Finita l’intervista, la giornalista Aurora Bottino è stata molto simpatica con noi anche se l’abbiamo fissata tutto il tempo mentre lei faceva la diretta!
Ci hanno mostrato tutte le stanze dello studio e ci sono piaciute in particolare quella del green screen e quelle dell’editing.
La stanza del green screen serve per realizzare gli studi virtuali: gli sfondi che vediamo durante le trasmissioni sono spesso in realtà finti. Abbiamo visto infatti un giornalista che parlava dallo studio verde, ma dagli schermi della regia si vedeva il panorama sullo sfondo.

Molto bello è stato vedere Genova dall’alto del ventottesimo piano: è stato proprio il direttore Matteo Angeli a dire al signor Dario di farci vedere il panorama dalla grande finestra.

Dopo, in pochi secondi, siamo tornati giù in ascensore lungo i ventotto piani.

Palazzo Piacentini in Piazza Dante: al 28 esimo piano gli studi di Primocanale.
Disegno di Cristiano Cordano.
Ritratto di Jacopo Fernicola

“Alberto il solenne”

di Gaia Archelite, Francesca Nozzoli e Margherita Canovaro

Appena arrivati nello  studio del giornale “La Repubblica”, siamo stati accolti da un ragazzo che avrà avuto l’età delle nostre professoresse!!!

Aveva un abbigliamento molto professionale e parlava con un linguaggio semplice ed adeguato.

Si tratta di Alberto Puppo, il caporedattore della redazione genovese de “La Repubblica”.

Ci ha spiegato brevemente come è strutturato un giornale, ma soprattutto come se ne crea uno.

Subito dopo siamo stati portati nel “dietro le quinte”  per vedere tutto il lavoro che sta, appunto, dietro alla produzione di giornali. Lì abbiamo avuto modo di riscontrare una notevole concentrazione operativa, sostenuta da un autentico coinvolgimento emotivo e professionale, ossia la differenza tra fare il lavoro tanto per fare e farlo con dedizione e attenzione.

Successivamente ci ha illustrato la pagina online del giornale: come si inseriscono gli articoli e come si modificano.

Questa visita ci ha fatto capire che, sebbene il supporto cartaceo stia scomparendo, il bisogno di un’informazione libera, seria e professionale è più vivo che mai per la nostra società.

Una cosa che ci ha sorpreso è stato scoprire che dietro un singolo articolo di poche righe può esserci il lavoro di ore di ricerca e il coordinamento di diverse persone.

In seguito ci ha spiegato che il lavoro del giornalista non è solo scrivere, ma soprattutto verificare le fonti per evitare la diffusione di fake news, un compito sempre più complesso nell’era dei social media. 

Anche per evitare al massimo le divulgazioni di fake news utilizzano un’agenzia di stampa, l’ANSA, dove possono cercare le notizie da tutto il mondo in modo riassuntivo.

“La Repubblica” del giorno della nostra visita.

Intervista ad un visitatore!

di Gabriele Porzio de Minicis

Salve, io sono Gabriele e faccio parte della redazione! Purtroppo non ho preso parte a questa esperienza con i miei “colleghi”, però intervisterò 🎙️uno di loro: Cristiano.

A Primocanale 📺

Allora, Cristiano…come definiresti questa esperienza ?
Questa esperienza è stata molto bella, perché è stata più particolare rispetto alle altre.

Okay… in una parola?
Magica!

– Come siete arrivati a Genova?
A Genova siamo arrivati con il treno.

– È stato un viaggio comodo?
Sì, abbastanza.

– E…com’era l’edificio di Primocanale?
Era molto alto, aveva trenta piani e quasi mi ha fatto venire le vertigini…

– È succeso qualcosa di interessante mentre stavate per arrivare?
Una mia compagna di classe stava per entrare in una scala piccolissima e misteriosa!… e ci è sembrato strano in un grattacielo così! Poi abbiamo saputo che si tratta di scale di servizio e di sicurezza.

– Come vi hanno accolti?
Ci hanno fatto vedere subito la regia, poi lo studio televisivo mentre c’era un programma in onda e anche la produzione.

– Potresti descrivermi la regia e lo studio televisivo e la produzione?
Allora…la regia era bella, con molti strumenti per il volume per mandare le dirette e toglierle; gli studi della redazione erano, a parere mio, abbastanza piccoli, tranne la sala di montaggio delle pubblicità che era abbastanza grande; la sala di produzione, infine, era media. E c’erano tanti monitor in cui si poteva vedere cosa stava andando in onda precisamente. Poi, oltre al canale delle notizie, c’era anche il canale 10 (se non sbaglio) dove erano in onda altri programmi e, come ho detto, si poteva vedere sia il canale del notiziario e sia il canale 10.

– Come definiresti questi tre posti in una parola?
Lo studio di registrazione: magico.
La produzione: invitante.
La programmazione delle pubblicità: iper tecnologica.

– Una volta terminata la visita come vi hanno salutato?
Una volta usciti ci hanno accompagnato alla porta, ma poi siamo rientrati, perché ci hanno fatto vedere il panorama di Genova!

– Come è stato il viaggio di ritorno? È successo qualcosa?
– Nel viaggio di ritorno è successo che siamo arrivati in ritardo per delle soste che facevano aspettare gli altri treni. Alcuni, come me, hanno perso la corriera delle 18:45!

– Per il resto tutto bene ?
– Sì!

Ora l’intervista è finita, spero vi sia piaciuta.

A presto!

La regia
Altra vista sulla città dagli studi di Primocanale.

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