Perché non cimentarsi nella scrittura di un racconto giallo🔎? Questo è il racconto di Margherita…
James Hood: indagine a scuola
Tyler sapeva che il giorno dopo il preside Backet lo avrebbe chiamato in presidenza per parlare del graffito che era stato fatto al centro del muro del corridoio principale della sua scuola e firmato con il suo nome da qualcuno.
Tutti lo guardavano di sottecchi per poi ridacchiare alle sue spalle appena li superava, ma a lui non importava, perché sapeva di non essere stato lui a vandalizzare il muro della scuola, ma il problema era farlo capire anche agli altri studenti, ai professori e, soprattutto, al preside.

La mattina saltò l’allenamento di football del mercoledì, passò a prendere Amelia e andarono a scuola insieme discutendo dell’accaduto. La prima persona che incontrarono una volta entrati a scuola fu proprio la professoressa di arte, la mamma di Amelia, che salutò la figlia con un sorriso e un “Buongiorno”, mentre a Tyler riservò un’occhiata tagliente, perché pure lei, come tutti gli altri professori, pensava fosse stato lui a fare il graffito.
Tyler, ormai abituato a tutti quegli sguardi giudicatori, salutò l’amica e andò dritto al suo armadietto dove i suoi compagni di squadra lo stavano aspettando, pronti a chiedergli perché avesse saltato l’allenamento. Tutti tranne lui, James, il suo peggior nemico dentro e fuori dal campo, nonché quarterback della squadra e figlio del preside. Tyler aveva qualche sospetto su James, però non aveva prove che fosse stato lui a realizzare il graffito ed era sicuro che il preside non avrebbe mai sospettato di lui, a meno che non avesse trovato delle prove schiaccianti. Sapeva però di poter contare su Amelia.
Tyler passò le prime due ore di quella giornata molto noiosa a fare italiano, fino a quando dagli altoparlanti gracchiò una voce che annunciò: “Il signor Hood è atteso in presidenza”. Tutti gli occhi dei suoi compagni di classe si spostarono rapidamente in direzione di Tyler, quest’ultimo si alzò dalla sedia e si avviò a passo spedito in presidenza, dove il preside lo stava aspettando seduto sulla sua solita sedia in pelle marrone .
“S-salve signor preside, voleva vedermi?” disse Tyler imbarazzato.
“Sì, la stavo aspettando signor Hood” rispose a sua volta il preside Backet con atteggiamento di leggera superiorità.
“Non sono stato io a disegnare sul muro del corridoio” anticipò Tyler.
“Questo è da vedere. Per iniziare… dove si trovava tra la prima e la terza ora di ieri mattina?” chiese il preside guardando di sottecchi il povero studente.
“Ero al corso di biologia con il prof. Cooper” riferì Tyler tranquillamente.
“Allora come mai c’è la sua firma sotto a quel graffito?” lo incolpò il preside.

“Ci ho pensato… credo di sapere il perché” lo incalzò il ragazzo.
“Spiegati meglio” aggiunse il preside aggrottando la fronte.
“Ha presente Jasmine, la fidanzata di suo figlio James?” disse tutto d’un fiato James, già pronto a raccogliere la risposta del preside.
“Sì, non mi è mai piaciuta, la sua famiglia non è mai stata vista di buon occhio, ma che cosa c’entra?”
“L’altro giorno, mentre stavo andando a prendere la macchina, mi ha fermato e mi ha chiesto un passaggio. Io l’ho accompagnata a casa perché era di strada, ma James, vedendo salire sulla mia macchina Jasmine, ha pensato che lo tradisse con me e so che hanno litigato”.
“Continuo a non capire” disse il preside confuso e indispettito allo stesso tempo.
“Questo potrebbe rendere suo figlio James un sospettato…”
“Ma è impossibile!” affermò il preside con arroganza.
“Come fa ad esserne così sicuro?” lo sfidò Tyler con una sfrontatezza per lui stesso inaspettata.
“Mio figlio non farebbe mai una cosa del genere! E poi non ha saltato nessuna lezione e non ha fatto nessuna ricreazione in quel corridoio, non avrebbe nemmeno avuto il tempo per farlo!” ribadì il preside. “Ho sentito dire da Amelia che quando sua mamma, in quanto professoressa di arte, partecipa alle riunioni d’istituto la porta con lei, giusto?” chiese con fare retorico Tyler.
“Sì, ma che cosa c’entra ora?” chiese il preside ancora più confuso.
“Mi ha detto che l’altro ieri c’era pure suo figlio James”.
“Sì, e dov’è il punto?”
“Io e Amelia abbiamo visto per la prima volta il graffito sul muro all’entrata, alle 8. Voi professori, invece lo avete visto solo durante la ricreazione, perché i miei compagni di squadra erano arrivati a scuola un’ora prima a causa degli allenamenti mattutini e lo hanno notato subito, così si sono messi davanti e poi lo hanno fatto vedere solo a me e ad Amelia, mostrando il punto in cui si trova la mia firma. Poi qualcun altro lo ha notato e così la cosa è diventata di dominio pubblico” spiegò Tyler.
“Continuo a non capire quando mio figlio avrebbe potuto fare un graffito senza essere visto da nessuno” chiese il preside ancora più confuso.
“L’ultima riunione d’istituto è stata proprio l’altro ieri e Amelia mi ha detto che proprio a quella riunione ha visto James solo nei primi cinque minuti, poi non lo ha più visto, quindi se ne è andata a casa perchè si annoiava” continuò Tyler.
“Aspetta, mi stai dicendo che James non ha passato il pomeriggio con Amelia?!” chiese il preside stupito dell’affermazione di Tyler.
“No, Amelia lo ha visto solo all’inizio della riunione, poi è sparito” concluse Tyler.
Dopo la spiegazione di Tyler, il preside continuava a ribadire che suo figlio James era innocente inventando scuse molto poco credibili, e così facendo riuscì solo a far crescere i sospetti di Tyler. Quando il preside, finalmente, disse a Tyler che poteva andare, lui corse da Amelia e le raccontò tutto.
[continua… tra qualche giorno il seguito!!! Chi è il colpevole secondo voi?]
Margherita Canovaro, classe 2^C SSIG a.s. 2025/2026, membro della Redazione
